..prima dei 30!
Non so quante volte ho ripetuto questa frase a me stesso, agli amici, alla famiglia. Malgrado le buone intenzioni non sono riuscito nell’intento – ancora – ma ho capito delle cose.
Ma partiamo dall’inizio.
Qual è l’inizio?
Sicuramente puoi capire un po’ chi sono da qui. Tutto è partito con il mio primo lavoro serio, in una start-up a Bologna. Lì ho trovato me stesso dopo anni di confusione, ero contento di quello che facevo, potevo essere creativo e soprattutto ero molto responsabilizzato nelle scelte che prendevo.
Sarà stato questo mio entusiasmo, unito all’ambiente stimolante e pieno di persone in gamba, a farmi pensare che forse avrei raggiunto la mia indipendenza finanziaria. Non sapevo ancora bene come ma credevo che la futura crescita dell’azienda potesse darmi una mano.
Traducevo e idealizzavo questo obiettivo con un numero: un milione.
Questo che vi ho raccontato però è stato il primo momento di consapevolezza, il momento in cui ho urlato al mondo che entro i 30 avrei smesso di lavorare, accumulando un milione.
Dopo diverse riflessioni mi sono reso conto che, inconsapevolmente, sono sempre stato bravo nella gestione delle mie finanze fin da piccolo. Inoltre da adolescente il mio motore era una profonda voglia di autonomia, il che mi ha portato ad essere sempre più attento ai soldi.
C’erano ancora le Lire e ricordo che con i miei genitori avevo questo piccolo salvadanaio dove solitamente ci mettevo le monete di resto della mia paghetta (che forse ammontava a 1.000 Lire al giorno?).
Ora però preparate i fazzoletti.
Una breve storia strappalacrime
Nel cortile delle villette in cui abitato, io e un amichetto un giorno abbiamo fatto questo mercatino fuori dalla serranda del garage. Avrò avuto al massimo 9 anni.
La bancarella era fatta con un piccolo tavolo di plastica proveniente dai quei tavoli di lavoro per bambini. Vendevamo vecchi giochi e altre cianfrusaglie trovate in casa.
Ricordo che ricavai 5.000 Lire da quella giornata, che prontamente misi nel salvadanaio. Non male a quei tempi!
Quando ho aperto il salvadanaio per contare i soldi c’erano 23.000 Lire. Lo avevo aperto per una giusta causa: c’era Telethon alla TV e dissi ai miei che volevo chiamare, e così con il loro aiuto decisi di devolvere tutti i miei sforzi in beneficenza.
Fine della storia strappalacrime.
Ritorniamo a noi
La mia paghetta solitamente veniva “investita” in gelati da Tommaso, che aveva un furgone che passava nel cortile, oppure in Super Santos – che duravano il tempo di un calcio ben assestato che li faceva volare o schiantare in una qualsiasi pianta con delle spine.
Per un periodo anche in Yo-yo (ne avevo uno fighissimo in metallo).
Quindi non rimaneva moltissimo da mettere nel salvadanaio. Però avevo i regali della nonna che ai tempi consistevano in ben 50.000 Lire.
Ero ricco praticamente. Ad ogni compleanno, Natale e tutte le possibili festività si avvicinava con la mano chiusa, come a confessarmi un segreto, e mi diceva: “Tiè, a nonna, vatti a comprare il gelato”.
Il gelato?? Mi ci compro Tommaso e tutto il furgone con quei soldi, pensavo. Ma chi ero io per oppormi?!
Normalmente spendevo una parte per comprare qualcosa che mi piaceva e il resto lo mettevo a Fort Knox: li davo ai miei genitori chiedendo loro di conservarli bene.
A 16 anni invece ho fatto il mio primo lavoretto estivo mentre tutti i miei amici andavano in piscina. Con il mio motorino facevo le consegne per un bar e così tra mance e stipendio riuscivo a racimolare 500€ al mese. E così feci per le successive estati con altri lavori.
Insomma, tutte queste storielle per dirvi che ho sempre avuto una buona educazione ai soldi. Devo sicuramente ringraziare i miei genitori e la zia che praticamente mi ha cresciuto come fossi suo figlio, perché mi hanno dato una buona base di partenza per capire quantomeno l’importanza del risparmio, anche quando non ce n’era realmente bisogno.
Di contro, con gli occhi e la mentalità di oggi posso dire con certezza che i miei non erano particolarmente avvezzi all’investimento ma non li biasimo per questo. Sono comunque figli del loro vissuto.
Mi piacerebbe un giorno ricostruire meglio tutto il mio passato finanziario per farne dei post più dettagliati. Mi prometto di farlo quindi adesso non mi dilungherò ulteriormente.
Finalmente un lavoro!
Ritorno al punto principale del discorso e al periodo in cui ho maturato l’idea che non avrei mai lavorato per tutta la vita per arrivare all’età pensionabile.
Pensavo sempre: quando non si hanno soldi siamo pieni di energia mentre quando col tempo accumuliamo ricchezza non si hanno più tante energie per godersela. In pratica la vita è una m***a.
Non voglio fare questa fine.
Avevo 26 anni quando ho trovato il mio primo lavoro nella start-up di cui parlavo prima. Mi occupavo di vendita dei prodotti/servizi e di altre mille cose.
Ho cominciato con questa storia del milione verso i 27 anni e ad avvicinarmi seriamente al concetto di risparmio, quanto più possibile, fisso su base mensile.
All’inizio guadagnavo troppo poco per poterlo fare (600€ al mese), e considerando tutte le spese che sostenevo per affitto, cibo ecc. arrivavo a 0€ ogni mese. Solo con qualche extra riuscivo a mettere qualcosa da parte.
Ma quando sono stato assunto la storia è cambiata, riuscivo a gestire meglio spese e risparmio, anche se ancora lentamente. Pensavo a mille cose su cui investirli ma poi mi fermavo perché cambiavo idea o non ci credevo abbastanza o quello che avevo non era abbastanza.
Ho cambiato lavoro e ho aumentato la mia disponibilità mensile e dunque anche il mio risparmio mensile e ora sono pronto a investire davvero.
E quindi questo milione?
Questo milione adesso so che si chiama indipendenza finanziaria e ho scoperto, in tempi relativamente recenti, che esiste un movimento, il FIRE movement (Financial Independence, Retire Early – Indipendenza Finanziaria, Pensionamento Anticipato) – un tema di cui devo ancora leggere di più.
In generale l’indipendenza finanziaria da definizione Wikipedia è:
quella situazione in cui un singolo individuo o un nucleo famigliare hanno sufficiente ricchezza per sostenersi senza aver bisogno di appoggiarsi a delle entrate derivanti da un rapporto di lavoro dipendente o autonomo. Le persone finanziariamente indipendenti hanno asset finanziari che generano un livello di reddito (cash flow) superiore a quello delle loro spese.
Per definizione quindi si presuppone che ci debba essere una sufficiente ricchezza, quindi un target di entrate mensile o annuale, che al netto dei costi, permetta di non avere un lavoro “fisso”.
Dalla prima volta che ho detto che avrei voluto fare un milione sono passati poco meno di 4 anni ma solo oggi, dopo aver continuato a studiare, leggere, informarmi, capisco meglio il mio obiettivo e l’ho reso un numero raggiungibile.
E quindi qual è la sufficiente ricchezza per essere indipendente?
Dipende. Principalmente dallo stile di vita a cui si aspira.
Al momento voglio essere realista e raggiungere 3.000€ al mese tra lavoro dipendente e reddito passivo da investimento entro 1 anno, e quest’anno mi preparo a fare il mio primo vero salto in questo senso.
Come?
- Trovare un lavoro da dipendente (che ahimè mi serve ancora) che abbia una RAL più alta
- Fare un investimento importante: ho deciso di andare sul classico e cioè comprare una casa. La userò per generare un reddito passivo che, se ho fatto bene i miei calcoli, dovrebbe generarmi un’entrata di 600€ al mese, al netto dei costi.
So che non è un grande obiettivo ma so anche che così posso davvero raggiungerlo in un tempo breve. Inoltre se riesco ad aumentare le entrate posso aumentare gli investimenti, mantenendo lo stesso stile di vita.
Pensieri correlati
A volte mi chiedo se non sia arrivato troppo tardi a maturare questi pensieri. Se nella mia carriera non abbia fatto degli errori che mi hanno rallentato.
Sono tutte preoccupazioni lecite soprattutto quando senti che il TikToker di turno all’età di 22 anni potrebbe già smettere di lavorare. Ovviamente non è, e non sarà mai, questa la mia aspirazione, ma due domande te le fai.
Non è che ho sbagliato tutto? Non sarà troppo tardi per..? Magari questo lo potevo fare in quest’altro modo. E se non ci riesco? Forse ho perso quell’occasione.
Non voglio farmi trascinare a fondo da questi pensieri e quindi continuerò a studiare e a fare passi sempre più importanti per raggiungere l’obiettivo.
Non è semplice soprattutto se consideriamo che vivo in Italia dove la mentalità più diffusa è trovare il posto fisso e rimanere là per sempre, dove è meglio non rischiare, dove si pagano tasse su tasse, dove trovare una RAL interessante è difficile ecc. ecc.
Ammetto che, nonostante io sia convinto di quello che faccio, è difficile a volte non farsi trascinare da questo flusso e navigare sempre contro corrente.
Spero di poter scrivere un post il 22/08/2023 in cui vi dirò che ho raggiunto il primo obiettivo.
